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Otto tendenze per il packaging alimentare nel 2016

C’è, sempre, a volte passa inosservato, però influenza anche pesantemente gli acquisti. Perché dice molto della marca e del contenuto, più di quanto normalmente percepiamo. Al di là del suo aspetto pratico, il design delle confezioni è assai evoluto negli anni, e continua a farlo tra nuove tecnologie e nuovi stili di vita. Ecco otto tendenze che influenzeranno il packaging del settore alimentare nel 2016.

1- Green e sostenibile
This-Too-Shall-Pass-by-Tomorrow-Machine-Yellowtrace-10Realizzato con materiali naturali e biodegradabili (o addirittura essi stessi commestibili), rispettoso dell’ambiente, con contenuto limitato di carta o plastica: sempre più c’è consapevolezza nei clienti della “pesantezza” dell’imballaggio, per l’ambiente e a produzione di CO2. Dunque questo è il trend più importante e destinato a restare, anche perchépiace ai Millennials. Il coté più innovativo invece è high tech e riguarda il packaging “a tempo”, cioè che si dissolve senza danni per l’ambiente nel momento in cui l’alimento (gelato, olio, succhi di frutta) viene aperto e utilizzato, come nei prototipi di Tomorrow Machine. Oppure come le perle di gelato di Quantum, con un rivestimento che protegge dalla contaminazione con l’esterno e non fa uscire il contenuto ideato come una buccia di vegetali o frutta (alla quale si ispira). I materiali, innovativi, sono gel elettrostatici che utilizzano però sostanze naturali come polisaccaridi, ma anche agar-agar, alghe, zucchero caramellato o cera.

2- Personalizzato

Foto: Ultimate Digital
Foto: Ultimate Digital

L’abbiamo visto con Nutella e Coca Cola, che hanno messo i nomi propri sulle confezioni. Waitrose a Natale oltre al nome ha personalizzato le borse frigo anche con il cognome dei clienti. Ed in futuro sarà sempre più spinta la ricerca per rendere l’articolo in qualche modo unico. Lo consentono le nuove tecniche di stampa digitale. Non solo: dato che sarà sempre più diffusa la lavorazione a vista, sul posto e al momento (come nel nuovo Carrefour di Mons) dalla birra al pane alle spremute, le etichette con la data di scadenza potrebbero entrare a far parte di un packaging che parlino dell’insegna, del prodotto o addirittura di chi ha realizzato l’articolo (come fa Lush con i suoi prodotti). Ma, anche, lasciare spazio || continua a leggere »

Estate. Cinque consigli anti spreco, il segreto sta nel packaging

ROMA – Le alte temperature di questi ultimi giorni stanno mettendo a dura prova gli italiani.

Ma in questa stagione, a pagarne le spese sono anche alcuni prodotti (dagli alimenti ai cosmetici) che possono deteriorarsi più facilmente. Bastano però alcuni piccoli accorgimenti per prolungare la loro shelf life con un significativo risparmio, anche economico.

Il “segreto” sta sempre più nel packaging che, spiega all’Adnkronos, Elena Farrotto, responsabile Ricerca e Sviluppo di Comieco, il consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, “negli anni si sono trasformati diventando sempre più funzionali”.

Le regole da seguire sono cinque.

  1. Frutta e verdura non deperiscono più rapidamente nel loro imballaggio originale: conservare il prodotto come lo si è comperato, ricordandosi di riporlo in frigorifero se quando lo si è acquistato era in fresco. Si tratta “di imballaggi attivi che all’interno hanno degli assorbitori di etilene che contrastano l’alterazione rapida degli alimenti” spiega Farrotto.
  2. Non avere fretta di togliere i prodotti dalla loro confezione: il prodotto si conserva meglio nella sua confezione originale, che non serve solo per trasportare il cibo a casa.
  3. Leggere attentamente sull’etichetta: la data di scadenza riportata sulla confezione (sia all’acquisto che dei prodotti immagazzinati in dispensa); le istruzioni per la conservazione e l’uso, non solo sui prodotti che si acquistano per la prima volta, ma anche su quelli abituali.
  4. Non fare tagli o buchi alla confezione: il prodotto non deve respirare.
  5. Utilizzare i supporti indicati o forniti per richiudere l’imballo una volta aperto. Queste informazioni ai consumatori secondo la Farrotto “vanno potenziate” come anche per la cosmetica “dove la normativa è ancora poco conosciuta”. Le creme, ad esempio, “hanno un’icona Pao (Period after opening) che è il frutto di una direttiva europea dal 2003 ed indica quanti mesi il cosmetico mantiene le sue caratteristiche dopo la sua apertura”.

Tratto da ilpaesenuovo.it

Il packaging intelligente che avverte quando il prodotto sta per scadere

Tratto da : www.greenbiz.it

In Italia il 13,2% della produzione agricola non viene raccolta; ogni anno lo spreco alimentare ammonta a circa 15 miliardi di euro, pari all’1% del PIL nazionale; quasi ogni giorno il 55% della popolazione italiana butta qualcosa nella pattumiera e in atmosfera, all’anno, si immettono oltre 4 milioni di tonnellate di Co2.

Numeri e percentuali davvero impressionanti, scanditi da Alessandro Fulvi, Direttore marketing di DS Smith, durante il convegno “Evoluzione del packaging nell’industria alimentare: trend, normative e materiali in un’ottica di riciclo e sostenibilità”, svoltosi venerdì 27 febbraio a CremonaFiere, ultimo giorno di BioEnergy Italy (CremonaFiere 25-27 febbraio 2015).


“Nel 2013, in Italia, sono stati immessi al consumo 11 milioni di imballaggi – ha spiegato Simona Fontana, Responsabile del Centro Studi di Conai (Consorzio nazionale imballaggi) – e il 67,7% di essi sono stati avviati al riciclo. Da qui si capisce quanto sia importante ridurre l’impatto ambientale delle confezioni destinate a contenere alimenti. Per centrare questo obiettivo è allora fondamentale la progettazione degli imballaggi per poi differenziare, riciclare e limitare il più possibile le emissioni.
In tempi di crisi e di Expo, il tema dell’alimentazione e dello spreco che ne fanno i Paesi industrializzati è all’ordine del giorno. Ma quando alle riflessioni si associano numeri di questa portata è necessario andare più a fondo della questione.

A ragione, quindi, parliamo di imballaggio sostenibile, che oltre a mantenere l’integrità del prodotto che contiene nel rispetto di quanto prevede la normativa, risponde alla necessità di contenere al massimo sprechi e impatto ambientale. La ricerca industriale non si ferma e per aiutare il consumatore a limitare gli sprechi sta studiano imballaggi che possono cambiare colore della confezione man mano che il prodotto si avvicina alla data di scadenza.

Al momento si tratta di un progetto, ma, come ha ricordato Marco Sachet dell’Istituto italiano imballaggi “se vogliamo ridurre quel 40% di prodotti alimentari che vanno buttati anche a causa di scadenze non rispettate, dobbiamo trovare un modo intelligente per sensibilizzare il consumatore”.

Intanto però, pur con una certa differenza tra zone e zone del Paese, la capacità di differenziare i rifiuti degli italiani viene premiata a pieni voti.

“Da 10 anni stiamo assistendo a una significativa crescita delle bioplastiche – ha sottolineato Massimo Centemero del Consorzio italiano compostatori – e questo grazie alla raccolta differenziata che nel 2013, per i rifiuti organici, ha raggiunto la percentuale del 42%, favorendo per l’88% la produzione di compost, mentre il restante 12% è andato in digestione anaerobica: poco meno del 10% dei Comuni italiani, circa 700, garantiscono il 98% di rifiuti compostabili”.

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